E tu, cosa sceglierai?

Questa riflessione esula largamente dai pensieri taglienti e ironici che sono solita riversare in questo blog. E’ un testo, il seguente, che parte direttamente dal cuore e dall’esperienza personale, diretto a chi, in balia dei proprio problemi o incerto su decisioni importanti, si sente un po’ perso. Forse manca il coraggio, forse la decisione, forse c’è paura che manchino le capacità. Non so nulla su di voi, ma spero di darvi un po’ di carica, e ad arrivare alle vostre vite. Almeno un pochino 😉

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Ricominciare. Cosa significa, che vuol dire ricominciare? Ma poi, da dove?

Ricominciare è quando sei stanca di tutto, e ti sembra che nessuno ti capisca, anche quando cerchi di aprirti come non hai mai fatto e ti vengono restituiti solo sguardi beatamente spaesati, quasi di compatimento.

È quando ti sembra che nulla di nuovo possa accadere e nel contempo ti senti travolta da un turbine di sensazioni e spinte mai sentite, che però non trovano sfogo da nessuna parte, e vengono ricacciate in fondo alla pancia, quelle spinte vitali, e la pancia le fa uscire solo quando si guardano certi film o si legge un buon libro, quando piangi o gioisci e vivi attraverso quello.

 

Sì, perché non escono nemmeno in una serata tra amici, quando si sta tutti insieme in allegria, ridendo. E magari tu ridi di gusto e sinceramente, però poi ti ritrovi a pensare “ma si, questo è il mio posto. Non voglio realmente andarmene, insomma qui ho tutto, almeno per le prossime ore”.

E poi che accade quando le prossime ore finiscono?

No, non si può incasellare ogni minuto nei cassetti di esperienze della vita; non si può nemmeno viverla così come capita.

A volte si deve RICOMINCIARE, è l’unica strada per riprendersi un’identità rubata, celata, distrutta, ceduta. A ognuno il suo. Si segue una strada, poi questa non fa più per noi; BUM! Si ricomincia.

Attenzione! Non ho scritto si cancella, ho scritto si ricomincia, tenendo accanto chi davvero ci vuole bene ed è positivo per noi.

Ed è stressante, è faticoso, e non dà tregua; ci vuole ogni molecola del proprio essere per farlo, e spesso anche tanto, tanto tempo.

Però, alla fine, o vivi infelice o ricominci a cercare la tua strada. Voglio dire, ovviamente non siamo nati col manuale d’uso alla vita, e certo tutti prendiamo delle belle batoste, più o meno pesanti.

Ma la chiave, poi, è sempre quella: fai qualcosa di diverso, convinciti che qualcosa deve cambiare. E lo farà. L’artefice del cambiamento sei tu, e questa è non solo una frase fatta, ma anche un’enorme verità…

Cambia, ricomincia. Non per forza “da capo”, molte volte devi ricominciare da te stessa, e basta. Perché arrivi ad un punto, nella vita, e magari ci arrivi più e più volte, in cui ogni cosa intorno a te non ti sostiene più, e tutto quello che indicavi un tempo come familiare, che volevi mantenere a tutti i costi perché ti rassicurava, adesso ti spaventa e non solo: ti spaventa anche perderlo.

Quindi devi decidere: o vivi infelicemente, con la perenne sensazione di essere diviso o di avere un qualche pezzo mancante…oppure ricominci, tu con te stessa.

Ricominciare è quella cosa che le persone non vogliono mai fare, e allora si buttano tra le braccia di altre persone sbagliate (e ugualmente spaventate), oppure non cambiano lavoro, ma azienda; prendono un pesce invece che un cane, fanno un figlio invece di separarsi, si fermano invece di buttarsi.

Ricominciare è così, è così perché fa paura, fa paura e dà le vertigini, come quando guardi in basso dal tetto di un grattacielo, e pensi “quanto vorrei saltare e volare”, ma pensi anche che ti sfracelleresti al suolo. La paura è esattamente quella, solo che lo schianto al suolo nella maggioranza dei casi NON c’è.

Alla fine di tutto, se ti impegni, ci sei semplicemente tu, la stessa compagna con la quale sei partita, un po’ più diversa, un po’ più saggia, sicuramente più stanca.

Passano altri anni, e la vita ti chiede di scegliere di nuovo, e il sangue sembra uscirti dalle vene, senza più forze, esasperato dal cambiamento. Ma tu sei bloccata in una vita che ti apparteneva prima, ora non più.

E cosa farai, rimarrai a viverla arrendendoti oppure ricomincerai?

 

Dedicato a Daniela, la mia mamma.

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